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- antonacigianluigi
- 14 nov 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 16 nov 2025
Nel mezzo del cammin di nostra vita è il primo verso della Divina Commedia di Dante Alighieri; costituisce l'incipit del primo canto dell'Inferno e, per estensione, dell'intero poema. Il verso è strutturato in endecasillabi (vedasi terzina dantesca).
Il riferimento più citato come ispirazione a queste parole è il Convivio (IV 23, 6-10): «lo punto sommo di questo arco [della vita terrena] ne li più io credo [sia] tra il trentesimo e il quarantesimo anno, e io credo che ne li perfettamente naturati esso ne sia nel trentacinquesimo anno». Una concezione, questa, che si fonda biblicamente sul Salmo LXXXIX, 10[1]: «I giorni dei nostri anni arrivano a settant'anni e per i più forti a ottanta», e sul Cantico del re Ezechia, contenuto in Isaia XXXVIII, 10[2] per ciò che concerne l'esito di questa maturazione: «Ego dixi in dimidio dierum meorum: vadam ad portas inferi».[3]
Va notato che, unico tra i più antichi commentatori del Poema dantesco, Guido da Pisa interpreta il "mezzo del cammin di nostra vita" come riferimento al sonno (dormiamo circa metà della vita), con ciò sottolineando l'aspetto onirico, quasi di positiva trance, dell'ispirazione dantesca.







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