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Chi siamo

Spazi per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio

Andare a Levante verso le terre del mattino, per cercare luoghi d’incontro, di scambio.

Andare a Levante perché muoversi è miscelare memorie, concetti, impressioni, incontri, storia e presente.

La Nostra Storia

Giovedì 3 gennaio 2008 a Galatone (Lecce) nasce l’associazione

A Levante

Spazi per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio

di Giulia Santi

 

 

L’associazione A Levante nasce dall’incontro e dalla collaborazione tra forze, menti e passioni differenti. Anche le età e gli interessi diversi dei suoi soci fondatori nonché le attività che si iniziano a programmare rispecchiano il desiderio di caratterizzarsi come realtà complessa e sfaccettata. Cumplexus infatti indica etimologicamente una caratteristica fondamentale, l’esser tessuto insieme. Le attività divengono in tal modo un tessuto variegato, la cui trama è data dall’intrecciarsi di più fili, differenti ma spesso inscindibili: la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio, le diverse peculiarità dell’associazione. Ciò che tiene uniti questi fili e ne costituisce il disegno è il desiderio di impegnarsi tra espressione e valorizzazione, tra produzione e scoperta, per una crescita comune nella condivisione delle esperienze.

A Levante è quindi spazio per la ricerca, in quanto si prefigge di andare al di là del precostituito, per tracciare nuovi sentieri dove incontrarsi, dialogare, cercare nuovi sensi del reale.

A Levante è spazio per l’arte, perché esprimere la propria creatività è condividere con gli altri il proprio sguardo sul mondo.

A Levante è luogo della memoria perché non si può costruire un domani migliore senza conoscere se stessi, la propria storia e ciò che un passato che morde ancora, può insegnarci.

A Levante è collegamento con il territorio, per conoscerlo, per confrontarsi, per partecipare, con la propria piccola esistenza, al suo mutamento.

Andare a Levante per rileggere la realtà, scavando all’interno della parola est, freddo monosillabo, per riscoprire all’interno l’altrove, la diversità.

Andare a Levante verso le terre del mattino, per cercare luoghi d’incontro, di scambio.

Andare a Levante perché muoversi è miscelare memorie, concetti, impressioni, incontri, storia e presente.                            

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Perché "A Levante"
di Giuseppe Resta

Sole levante.

Sole che nasce.

Sole che sorge.

Sole dell’avvenire.

Sole che mai non ancora è stato.

Scongiurata ancora una volta la notte.

L’ “aurora di bianco vestita” vince sulle tenebre.

 

Levante. Levante relativo. Levante assoluto fatto di taglienti luci arabe, candidi marmi greci e inebrianti profumi di spezie.

Levante di sabbie fini, di polveri dorate, di dondolanti dromedari e di salse vecchie caracche, governate da ciurme olivastre dallo sguardo ferino e dal turbante sciolto al vento come le stesse rapaci vele aguzze. Suggestione mistiche di minareti, di ghirigori, incensi e resina.

Canti di muezzin e suoni di campane di antiche chiese ortodosse. Versetti sufici, immobili e ieratiche icone argentate, travolgenti danze di dervisci, cantilene ortodosse, madonne severe e cristi pantocratori, palmette, bothè, arabeschi. Venti balcanici, carichi di slavi suoni ritmici, di note stridule di fiati, di trombe, di tromboni e bombardini. Orchestre per matrimoni e funerali. Bande, Pizzica e Sirtaki.

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Comitato di segreteria Associazione aLevante

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