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LE CURE SALUTARI di Vincenzo Ampolo

 LE CURE SALUTARI

Interventi sul Campo


“Voglio vivere, vivere, vivere

Ditemi che fare per amor del cielo

E io qualunque cosa farò

Pur di stormire nel giardino dei viventi.”

Sergej Esenin



Introduzione

 

Operatore sanitario e paziente condividono per gran parte del loro tempo lo stesso spazio e partecipano a una comune vicenda.

Abitare uno spazio comune, abitare una terra, viverla, averne cura, descriverla, non può essere un atto puramente empirico e tecnico ma deve attingere a risorse profondamente emotive e affettive per avere un senso compiuto, per dare un senso  al tempo e allo spazio dell’incontro, della relazione terapeutica.

 

Mi piace affrontare il tema relativo ai Disturbi  del Comportamento Alimentare e la conseguente pratica clinica, così come viene intesa dal nostro gruppo di lavoro e di ricerca, partendo da una suggestione metaforica che assimila la cura della persona, e non solo quella della sua malattia, alla cura di un campo, di un giardino, di uno spazio naturale.

 

In termini analogici e simbolici

 

Se utilizziamo una lettura analogica tra il nostro lavoro terapeutico e il lavoro di un buon giardiniere, possiamo immaginare che l’intervento su un terreno infestato da erbacce, macerie e varie sostanze inquinanti, non si possa limitare al taglio dell’erba infestante, ignorando tutto quanto danneggia quel terreno, dalla superficie fino agli strati più profondi.

Al contrario, un buon giardiniere farà in modo  di sradicare l’erba che impedisce la crescita delle altre piante, bonificare il terreno nella sua interezza e renderlo adatto ad una nuova semina ed a futuri raccolti;

 

Questo secondo intervento è certamente più drastico, impegnativo e faticoso, ma presenta le caratteristiche di un lavoro “ben fatto”, capace di innescare capacità di rinascita e di sviluppo spesso difficili da immaginare allo sguardo del profano.

 

E’ evidente che i DCA sono l’effetto e non la causa del problema che vive il/la paziente.

Curare gli effetti e non le cause porta inevitabilmente al riproporsi del disturbo alimentare, in forme sempre più problematiche ed estreme.

 

 

Il Metodo

 

Seguendo il discorso analogico/simbolico precedentemente indicato, si possono individuare alcune fasi del processo di cura:

A-   Studiare bene il terreno specifico e le aree circostanti, facendo una mappa dei luoghi e degli spazi da risanare;

B-   Individuare il tipo di pianta o piante infestanti, con sopralluoghi nell’area da bonificare;

C-   Preparare la metodologia e gli strumenti più adatti per un corretto programma di interventi sul campo.

D-  Programmare e organizzare un intervento razionale che valorizzi l’esistente da preservare ed elimini le situazioni inquinanti ed infestanti;

E-   Coinvolgere professionalità specifiche per le singole fasi del processo;

F-   Richiedere la collaborazione del proprietario, dei confinanti e di possibili volontari/volenterosi aiutanti;

G-   Avviare l’intervento secondo il piano stabilito, pronti a modulare, correggere e integrare il progetto iniziale, in presenza di situazioni nuove, avverse, impreviste, non considerate;

H-  Verificare più volte, in itinere e nelle fasi finali e successive, gli effetti del lavoro compiuto;

I-     A lavoro ultimato, il terreno dovrà essere consegnato ai legittimi proprietari, i quali potranno essere aiutati (se lo desiderano) a realizzare orti, frutteti, giardini e ogni sorta di “coltivazioni salutari”, secondo i loro sogni, bisogni e desideri.

 

 

Conclusioni

Il cammino dell'uomo è fatto di storie che, di solito, assomigliano a romanzi, tragedie e qualche volta favole meravigliose. Più spesso la vita è un insieme di esperienze complesse ed estremamente diverse tra loro, nelle quali si alternano momenti di gioia intensa a momenti  di dolore e di  disperazione.

Queste alternanze, molto simili al variare dei mesi e delle stagioni, di fare e non fare, essere mossi e calmi, raggiungersi fuggendosi, fanno parte di un movimento in-finito nel segno del mutevole, caratterizzato da processi di sostituzione di stati precedenti, che si susseguono in attimi di non coscienza.  

La formazione della personalità di un individuo é caratterizzata da eventi decisivi, vere e proprie rivoluzioni/rivelazioni, che inducono al salto, alla modificazione generale del proprio sistema.

Portare alla luce la ricchezza presente e celata nell'inconscio naturale e culturale, equivale ad affrontare un'avventura nella foresta dei simboli, a sporcarsi le mani di terra umida di pioggia, a pungersi con le spine dei rovi del nostro giardino segreto.

Fare ritorno da questo viaggio, tornare in sé ricchi delle metafore raccolte, degli insegnamenti ricevuti, dei segreti svelati, equivale  ad aprire varchi e transiti tra l'ordinario e lo straordinario, tra conscio e inconscio, tra natura e cultura.

 

 

Vincenzo Ampolo

Psicologo-Psicoterapeuta


Mirenna - foto di Fernando Bevilacqua
Mirenna - foto di Fernando Bevilacqua

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