Estate nel dialogo: la Memoria si fa Incontro di Rosaria Tarantino
- Rosaria Tarantino

- 30 giu
- Tempo di lettura: 3 min

Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza di Santa Maria al Bagno è uno di quei luoghi in cui la Storia non è solo testimonianza del passato, ma anche una luce per il presente. Luogo in cui la memoria si trasforma in azione quotidiana e il ricordo della tragedia della Shoah in presupposto fondamentale per la costruzione di una pacifica convivenza tra popoli, da realizzare anche attraverso un continuo dialogo interreligioso e interculturale. La mission del Museo è nella storia di Santa Maria al Bagno e dei suoi abitanti. Tra il 1943 e il 1947, questa splendida marina salentina accolse migliaia di ebrei liberati dai campi di sterminio ed offrì loro rifugio sicuro, dignità e speranza in attesa del viaggio verso la Palestina. Non fu quella della popolazione locale semplice ospitalità, ma accoglienza, atto che ha in sé lo sforzo di comprendere l’altro, di accettarne le differenze ed accorciare le distanze. Il Museo della Memoria e dell’Accoglienza testimonia proprio quell'abbraccio spontaneo tra la popolazione locale e i profughi e, con le sue attività, si prefigge di fare della memoria lo strumento per costruire una società inclusiva. Conoscere l'altro, il "diverso", rimane l'unica via per disarmare la diffidenza e gettare le basi per una pacifica convivenza, che vede nella diversità un valore aggiunto, unico ed irripetibile.
E proprio alla luce di questo compito, il cartellone delle attività estive del Museo si apre con un appuntamento di respiro internazionale.

Dal 1° luglio al 31 ottobre 2026, infatti, ospiterà la mostra fotografica ‘BESA A CODE OF HONOR Gli albanesi che salvarono gli ebrei ‘ del celebre fotografo americano Norman Gershman. L’esposizione, attraverso ritratti magnetici di albanesi musulmani, svela una pagina di straordinario coraggio morale e solidarietà interreligiosa di cui si fece protagonista la popolazione locale durante l'occupazione nazista in Albania. Molte furono le famiglie albanesi, in gran parte di religione musulmana che, disattendendo gli ordini nazisti, si rifiutarono di consegnare agli occupanti sia gli ebrei albanesi sia quelli provenienti da altri paesi europei, giunti lì per sfuggire a morte certa. Gli albanesi musulmani non tradirono il loro tradizionale codice d’onore, la Besa, i cui principi si basano proprio nel non infrangere una promessa e nel proteggere gli ospiti e i rifugiati, nascosero gli ebrei nelle proprie case e li aiutarono ad ottenere documenti falsi. Il sacro dovere dell’ospitalità divenne non solo una questione d’onore, ma anche un atto di coraggio e di solidarietà, che rese concreto quel vincolo di fratellanza e di mutuo soccorso verso il prossimo.
La mostra, che si configura come una potente testimonianza e un pressante invito a non distogliere lo sguardo dai più bisognosi, sarà inaugurata il primo luglio 2026 alle ore 20:30. La serata offrirà l’opportunità di svolgere una riflessione sui temi della solidarietà e del dialogo interreligioso, alla presenza dell’ebrea Noa Duizend e della musulmana Selma Boulmalf. Sarà, inoltre, presentato un breve duetto del coreografo Feri de Geus, interpretato dalla danzatrice contemporanea di origine albanese Fjolla Ibrahimi e dalla danzatrice di origine ebraica Liah Frank, che opera ad Amsterdam.

Il secondo appuntamento, fissato per il 2 luglio 2026 alle ore 19:00, è l’INCONTRO CULTURALE INTERATTIVO SU DIALOGO E POLARIZZAZIONE Dialogo, superamento dei pregiudizi, costruzione di legami tra comunità. Si tratta di un laboratorio, condotto da Noa Duizend, di origine ebraica, e da Selma Buolmalf, di origine musulmana, che si sviluppa in due momenti. Nella prima fase Noa e Selma condivideranno la storia della loro amicizia, nata dopo il 7 ottobre 2023 e fondata su un rapporto di fiducia. Proprio facendo leva sulla fiducia le due donne hanno potuto superare qualsiasi diffidenza, affrontare senza pregiudizi le diversità e creare le condizioni per stabilire un dialogo. La seconda fase del laboratorio sarà interattiva, pertanto Selma e Noa presenteranno gli elementi dialogici fondamentali ed analizzeranno alcune affermazioni anche con lo scopo di evidenziare le differenze tra dibattito, discussione e dialogo. Le attività si svolgeranno facendo riferimento alla famosa campagna olandese Deel de Duif (Condividi la colomba), nata per promuovere il dialogo interculturale e la pace tra giovani israeliani, palestinesi, musulmani ed ebrei ad Amsterdam. Il percorso offerto dal Museo ha lo scopo di dimostrare che un confronto costruttivo è possibile anche in presenza di profonde divergenze purché alla base vi sia la fiducia, atto di apertura e di responsabilità verso l’altro, gesto fondativo di una società aperta al diverso e pronta ad accoglierlo.






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