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Creatività Vita Morte

Aggiornamento: 7 mar

di Daniela Gariglio

 


            Siamo guerra e pace, distruttività e creatività vitale. Raccordate, queste forze opposte possono compendiarsi in qualche continuum benefico.

 


O S M O S I

Deposta l’ingordigia

del conflitto,

quel raccordo

cui

l'anima anela

è

il riapprodo

all’umanizzazione

dalla cui latenza

onto-filogenetica

rispunta

il sinergico

buon tendere

che

da sempre

respira

in Noi.

(DG 19 1 2025)

 

 

            Nella vita e professione, ho favorito e accompagnato un comune tendere alla cooperazione. E ho sempre provato soddisfazione quando ho potuto contribuire al farsi della trasformazione del perverso impulso alla distruttività aggressiva, protagonista energetico-pulsionale che può togliere energia anche all’accoglienza umano-clinica. Testimoniandone l’imprescindibilità di riconoscimento e accettazione come universale e specifica pulsione di morte nell'essere umano e, visto gradatamente diluirsene lo spessore diabolico, ho potuto condividere sempre più distensione, seguendo il flusso dell'energia liberata, verso risistemazioni individuali, successivamente condivise con una situazione di appartenenza finalmente assaporabile e risonante dell’incontro con quegli aspetti creativi che movimentano vita e relazione.



A VOI


A Voi

che

l’indicibilità

di sofferenze

ha impedito

di sentirvi capiti,

così che

questa mancanza

è diventata - anch’essa! -

e r e d i t à,

quest’ attuale

riconsiderazione

potrà acquietarvene

l’anima.

A Voi

il cui talento si è perso

nell’oblio dei discendenti,

una sua ripresa,

nell’attuale,

vi ridarà

il nuovo piacere

dell’appartenenza,

ora protagonista.

(DG., 6-2-2022)

 

 

 

            E trasmetto da lungo tempo come ogni persona, considerata nella globalità e non limitatamente ad eventuali suoi imbrigliamenti psicopatologici, possa giungere a tener conto anche delle forze vitali, creativo-energetico-pulsionali, comuni a tutti e proprie di ciò che oggi viene chiamato "resilienza", come aspetto latente di quella realtà umana profonda, capace di reinterfacciarsi proficuamente con natura e ambiente.


 

LIBERTA'


La libertà

è

sperdersi

nei meandri

del caso,

buttando alle ortiche

l'abitudinario

determinismo,

che ha rinunciato

al déjà vu

e

déjà fait.

(DG. 30 1 2023)



            Ciò che spesso ne risulta è una trasmissione di nuova eredità come rappresentazione affettiva di un presente assaporabile, da centellinarsi come protagonista di quello specifico spazio/tempo.

 

POST SEMINA


Semenziati

doveri e piaceri,

resta

Il gusto naturale

di

seguire il pensiero,

dalla sua nuclearità

alle capricciose

volute,

frange sciolte

libere nel vento.

(DG 8 2 2025)

 

 

 

 

                  Ricordo di aver dipinto questa tavoletta di legno, trovata per terra. Ora, vedo la scena come un concorso di situazioni, tra cui la gravidanza con la tipica ambivalenza isolamento/sintonia madre-feto e, nello sfondo, una sorta di spiritualità irrorante luce come rispettoso tentativo di relazione con presenze ricettive ma neutre di protagonismo: persone-animali-natura-espressioni fantastico-creative.

                 

D.Gariglio, Correnti di plancton, olio e materiali su tavoletta, Agosto 2014

 


IN UN TEMPO SOSPESO...


Sussurra il buio

della stanza,

nella casa

silenziosa

di inoffensivi echi

ovattata.

Pulsano le luci

fuori

come sorsi

baluginanti

di sorrisi.

Dal respiro

protetti,

battono sinceri

i cuori

mentre

quieta

l’anima che sa,

in un fiorir di dolcezza,

all’infinito

infin

si riconnette.


(DG agosto 2014. Cfr. Gariglio D. Zeuthilandhia, in Narrazioni, LIQUIDO GASSOSO, A Levante. Spazi per la ricerca, l’arte, la memoria, il territorio. Anno X, numero 26. Editrice Salentina, Galatina (Lecce), 2017, pp. 22-24)


 

 

 

D. Gariglio, La nuova entrata. Gessetti su cartoncino, estate 2025

 

 

 


Torino, 4 marzo, 2026

 

 

 

Daniela Gariglio,

Psicologa-psicoterapeuta-scrittrice

Psicoanalista 


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